Nel corso del 2020, a causa della grave crisi pandemica che ha avuto pesanti ripercussioni sull’attività economica delle imprese italiane, le società di capitali hanno subito un calo significativo del fatturato annuale. E’ quanto si evince leggendo il rapporto dell’Osservatorio della Fondazione Nazionale Commercialisti sui bilanci delle società di capitali. Il documento ha analizzato oltre 600 mila bilanci che a metà dicembre 2021 risultavano regolarmente depositati e per le quali era disponibile il bilancio negli ultimi tre anni (2018, 2019, 2020). I dati elaborati mostrano come l’impatto della pandemia sia stato molto diversificato a seconda del territorio, della classe dimensionale e del settore di attività economica. Inoltre, il calo dei ricavi non sempre ha avuto un impatto negativo sul risultato di esercizio oppure sul patrimonio netto delle società. Così come sono molte le società che nel 2020 hanno sperimentato una perdita a causa della pandemia, sono molte anche le società che sono passate da un bilancio in perdita nel 2019 a un bilancio in utile nel 2020.

Dall’analisi dei bilanci osservati, si evince come il volume complessivo dei ricavi sia diminuito del 9,9%. I dati dei bilanci 2020, confermano che ad essere maggiormente colpite dalla crisi sono state le grandi imprese, quelle con 250 e più dipendenti, che hanno visto ridursi il fatturato dell’11,2%, mentre le medie imprese, quelle tra 50 e 249 dipendenti, sono riuscite a contenere il calo del fatturato a -7,6%. Il calo del fatturato nel 2020 è stato più pronunciato per le Spa (-11,2%) rispetto alle Srl (-8,5%). Lo stesso andamento si osserva per tutte le classi dimensionali considerate. Sul piano territoriale, il calo del fatturato appare meno pronunciato al Sud (-7%) rispetto al Nord (Nordest -8,1% e Nordovest - 9,5%), mentre nel Centro il calo risulta più marcato (-14,5%). Ciò è dovuto, essenzialmente, al fatto che le imprese di maggiori dimensioni, che hanno subito il calo più ampio dei ricavi, hanno la propria sede legale nel Lazio. Il calo del fatturato nel 2020 è diffuso in tutti i settori di attività economica. Fanno eccezione unicamente il settore degli altri servizi alla persona (+39,8%) e il settore dell’information technology (+5,7%). La crisi pandemica, invece, ha colpito duramente il settore arte e cultura (-55,8%) seguito dal settore ristoranti e alberghi (-44,3%), dalle attività sportive (-39,1%) e dal settore delle lotterie e dei giochi (-26,1%). Il settore delle costruzioni è riuscito a contenere il calo del fatturato (-5,4%). Se, invece, guardiamo al valore aggiunto, il calo maggiore si è avuto nel settore ristoranti e alberghi (-53,2%), seguito da lotterie e gioco (-36,4%), dalle industrie estrattive (-31,3%) e dalle attività sportive (-26,7%).

Il calo del fatturato si è inevitabilmente trasmesso al risultato di esercizio provocando un forte incremento delle società che a fine 2020 hanno chiuso il bilancio in perdita. Si è avuto, infatti, un aumento di 6,6 punti percentuali della quota di società che hanno dovuto registrare una perdita nel bilancio 2020: dal 26,4% del 2019 al 33% del 2020. Nonostante ciò, il grado di patrimonializzazione delle società di capitali analizzate, misurato dal rapporto tra il patrimonio netto e il totale attivo di bilancio, si è incrementato passando dal 40 al 41,7%. Con il presente report, l’Osservatorio FNC sui bilanci delle società di capitali cambia veste e ingloba nell’analisi, oltre alle Società a responsabilità limitata, anche le Società per azioni. Nel report sono presentati i dati relativi alla struttura delle società di capitali con almeno un bilancio negli ultimi tre 2 anni (2018, 2019 e 2020), pari a circa 953 mila, e i dati relativi alla performance delle società con bilanci disponibili in tutti e tre gli anni considerati, pari ad oltre 600 mila società. I dati sono presentati per quattro classi dimensionali e venti settori di attività economica.